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Calcio giovanile e crescita atletica: la guida per i genitori di Prato

Guida per i genitori

Calcio giovanile e crescita atletica: la guida per i genitori di Prato

Programma su misurapartiamo da una valutazione, non da una scheda uguale per tutti
Meno stop in stagioneesercizi di prevenzione in ogni programma
Più veloce in camposcatto, cambi di direzione e forza nei contrasti
Insieme alla tua squadrail lavoro si incastra con allenamenti e partite

Tuo figlio o tua figlia gioca a calcio e vuoi capire come farlo crescere bene, senza bruciare le tappe. Qui trovi le fasi della crescita nel calcio giovanile, cosa conta a ogni età e le domande da farsi prima di scegliere un percorso.

Perché una guida sul calcio giovanile

Se hai un figlio che gioca a calcio, a Prato o in uno dei comuni vicini, conosci la settimana tipo: allenamenti dopo la scuola, la partita del sabato o della domenica, le trasferte in provincia, il borsone da lavare. E prima o poi arrivano le domande. Fa abbastanza? Fa troppo? È normale che abbia male alle ginocchia? Deve andare in palestra?

Questa guida prova a rispondere con calma, senza promesse. Non sostituisce il pediatra, il medico dello sport o l'allenatore di tuo figlio. Ti aiuta a capire cosa succede al suo corpo mentre cresce e cosa conta davvero a ogni età.

Per gli approfondimenti trovi in fondo a ogni sezione gli articoli dedicati. Se vuoi parlare del caso di tuo figlio, la pagina sulla preparazione atletica per il settore giovanile spiega come lavoriamo con i ragazzi in Via Roma 185, a Prato.

Le fasi della crescita, in breve

Le età che trovi qui sotto sono indicative. Due ragazzi nati nello stesso anno possono essere molto diversi: uno è già alto come il papà, l'altro sembra ancora un bambino. Nelle squadre giovanili si vede bene, soprattutto tra Esordienti e Giovanissimi. Per questo conta più l'età biologica, cioè quanto è maturo il corpo, di quella scritta sul cartellino.

6-9 anni: coordinazione e gioco

È l'età dei Primi Calci e dei Pulcini nelle scuole calcio del territorio. Qui il corpo ha bisogno di muoversi in tanti modi diversi: correre, saltare, rotolare, lanciare, arrampicarsi, stare in equilibrio. Il bambino impara il proprio corpo giocando.

Non servono esercizi da adulti, né corse lunghe, né ripetizioni noiose. Servono giochi con regole semplici, varietà, divertimento. Un bambino di otto anni che si diverte torna volentieri al campo, ed è già la cosa più importante.

Approfondimento: preparazione atletica per bambini, cosa fare e cosa evitare.

10-12 anni: l'età d'oro delle capacità coordinative

Tra Pulcini ed Esordienti molti ragazzi attraversano un periodo in cui imparano i gesti con una facilità che non avranno più. Per questo si parla spesso di età d'oro delle capacità coordinative: equilibrio, ritmo, orientamento, rapidità dei piedi, capacità di reagire a un segnale.

È il momento giusto per lavorare sulla tecnica di corsa, sui cambi di direzione, sui salti e sugli atterraggi fatti bene. Si può iniziare anche un primo lavoro di forza a corpo libero, sempre come apprendimento del movimento e mai come fatica fine a se stessa.

Approfondimenti: a che età iniziare la preparazione atletica e come rendere più veloce un ragazzo che gioca a calcio.

13-15 anni: la crescita accelera

Per molti maschi, più o meno tra i 12 e i 15 anni, arriva lo scatto di crescita: il periodo in cui si cresce più centimetri all'anno. Nelle ragazze di solito arriva prima. È la fase dei Giovanissimi e dei primi Allievi, e spesso è la più delicata.

Le ossa crescono in fretta, muscoli e tendini devono adattarsi. Può succedere che un ragazzo diventi per qualche mese più goffo, meno coordinato, più lento di prima. È normale, e conviene saperlo per non caricarlo di aspettative o di frustrazioni. In questa fase compaiono anche più spesso i fastidi da crescita a ginocchia e talloni.

Il lavoro si adatta: meno volume quando la crescita corre, attenzione alla tecnica, recupero vero. La forza si costruisce con gradualità.

16-17 anni: il momento della forza

Con gli Allievi e verso la Juniores il corpo diventa più simile a quello di un adulto. Se la base di movimento è solida, questo è il momento in cui l'allenamento della forza può diventare più strutturato, con carichi progressivi e tecnica controllata.

Un ragazzo che arriva a sedici anni sapendo fare bene uno squat, un affondo, un atterraggio, parte avvantaggiato. Uno che non ha mai lavorato sul movimento può farlo comunque, ma deve ripartire dalle basi.

Approfondimento: forza nei ragazzi: i pesi fanno male?.

E se gioca tua figlia

Il calcio femminile giovanile cresce anche in provincia di Prato, e sempre più ragazze giocano in squadre miste da piccole e poi in squadre femminili. Quasi tutto quello che leggi in questa guida vale anche per loro, con alcune differenze da conoscere.

Nelle ragazze lo scatto di crescita arriva in genere prima, spesso tra gli 11 e i 13 anni. Con la maturazione cambiano anche la struttura del bacino e il modo in cui il ginocchio si muove negli atterraggi e nei cambi di direzione. Per questo, nel calcio femminile, il lavoro su forza, equilibrio e tecnica di atterraggio è considerato particolarmente utile per ridurre il rischio di infortuni al ginocchio.

Non significa che le ragazze debbano allenarsi meno o con più paura. Significa iniziare per tempo con le abitudini giuste.

Cosa fa la società e cosa può fare un preparatore

La società sportiva di tuo figlio fa la parte principale: allenamenti tecnici e tattici, partite, crescita nel gruppo. Molte società della provincia, da Prato città a Montemurlo, da Vaiano a Poggio a Caiano, lavorano con attenzione anche sulla parte motoria, soprattutto nelle categorie dei più piccoli.

Però il tempo al campo è poco e i ragazzi sono tanti. In un gruppo di venti è difficile seguire il singolo che ha una gamba più debole, quello che è cresciuto dieci centimetri in un anno o quello che rientra da un infortunio.

Un preparatore atletico, fuori dal campo, può fare tre cose:

  • valutare il singolo ragazzo con test adatti all'età e capire cosa gli manca;
  • lavorare su forza, coordinazione e prevenzione in piccoli gruppi o individualmente;
  • tenere conto di quello che il ragazzo fa già con la squadra, per completarlo e non per aggiungere fatica.

Il lavoro esterno non deve mai entrare in concorrenza con l'allenatore. Il rapporto migliore è quello in cui le due parti si parlano, o almeno si rispettano.

Prevenzione infortuni nei ragazzi

Gli infortuni nel calcio giovanile non si possono eliminare. Si può però ridurre il rischio, e alcune abitudini aiutano parecchio.

Il riscaldamento

Un riscaldamento strutturato prima di allenamenti e partite è una delle misure più studiate. Programmi come FIFA 11+ Kids, pensato per i bambini, hanno mostrato negli studi di poter ridurre il rischio di infortuni quando vengono fatti con regolarità.

Approfondimento: il riscaldamento che riduce il rischio di infortuni.

Dolori da crescita: Osgood-Schlatter e Sever

Due nomi che molti genitori sentono per la prima volta in un ambulatorio. La malattia di Osgood-Schlatter riguarda la zona appena sotto la rotula, dove il tendine si attacca alla tibia. La malattia di Sever riguarda il tallone, dove si attacca il tendine d'Achille. Sono legate alla crescita e compaiono spesso nei ragazzi che corrono e saltano molto.

Non sta a noi, né a te, fare una diagnosi. Se tuo figlio ha dolore al ginocchio o al tallone che si ripete, zoppica dopo le partite o ha gonfiore, il primo passo è il pediatra o il medico dello sport. Sarà lui a dire cosa c'è e come regolare gli allenamenti. Un lavoro atletico mirato può venire dopo, in accordo con le sue indicazioni.

Approfondimento: mio figlio cresce e ha male alle ginocchia o ai talloni.

Quanto allenarsi e quanto riposare

Un ragazzo degli Allievi può arrivare facilmente a tre allenamenti, una partita, l'ora di educazione fisica e magari un altro sport. Sommato alla scuola e agli spostamenti, è un carico importante.

Due indicazioni semplici, spesso citate dai medici dello sport:

  • le ore settimanali di sport organizzato non dovrebbero superare l'età del ragazzo in anni;
  • servono almeno uno o due giorni a settimana senza sport strutturato, e qualche periodo di pausa durante l'anno.

Non sono regole rigide. Sono un punto di partenza. I segnali da guardare sono altri: stanchezza che non passa, voglia di andare al campo che cala, dolori che tornano, voti che scendono. Quando li vedi, la risposta di solito è fare meno, non di più.

Approfondimento: quanti allenamenti a settimana per un ragazzo che gioca a calcio.

Più sport, non solo calcio

Specializzarsi presto in un solo sport non garantisce di arrivare più in alto. Per i più piccoli, giocare anche a basket, nuotare, fare atletica o arrampicata aiuta a costruire un corpo più completo e può ridurre il rischio di infortuni da sovraccarico.

A Prato le occasioni non mancano: piscine, palazzetti, società di atletica, percorsi lungo il Bisenzio e sentieri verso il Monteferrato e la Calvana. Una stagione di calcio non esclude un pomeriggio di altro. Anzi.

Sonno e alimentazione

Il sonno è il primo recupero. Un bambino in età scolare ha bisogno in genere di 9-12 ore per notte, un adolescente di 8-10. Un ragazzo che va a letto tardi dopo l'allenamento serale e si alza presto per la scuola accumula stanchezza, e la stanchezza aumenta il rischio di farsi male.

Sull'alimentazione restiamo sul generale: pasti regolari, una colazione vera prima della scuola, acqua durante e dopo l'attività, uno spuntino tra scuola e allenamento se il pranzo è lontano. Siamo una società sportiva dilettantistica e non ci occupiamo di nutrizione. Per indicazioni su misura, soprattutto se tuo figlio ha esigenze particolari, il riferimento è il pediatra o un professionista della nutrizione.

Come scegliere un percorso serio

Se decidi di affiancare alla squadra un lavoro atletico, guarda alcune cose prima di iniziare:

  • chi imposta il lavoro e con quale formazione;
  • la valutazione iniziale: un percorso serio parte da test adatti all'età, non da una scheda uguale per tutti;
  • i gruppi: un bambino di dieci anni e un ragazzo di sedici non dovrebbero fare lo stesso allenamento;
  • il rapporto con la società: il lavoro deve tenere conto degli allenamenti di squadra;
  • la tutela dei minori e la presenza di una società sportiva vera dietro l'attività.

Da Élite Performance Studio i metodi li hanno curati Ruben Allois, fisioterapista, master in fisioterapia sportiva alla Escuela Universitaria Real Madrid, e Bernardo D'Alò. Ogni percorso parte da anamnesi e test.

Approfondimento: scegliere il percorso giusto per tuo figlio a Prato.

Tutela dei minori

Quando affidi tuo figlio a qualcuno, hai il diritto di sapere come vengono tutelati i ragazzi. Accademia Italiana Sportiva SSD ARL ha un Safeguarding Officer, la figura che si occupa della protezione dei minori nelle attività sportive. Per qualsiasi dubbio, domanda o segnalazione puoi scrivere a safeguarding@accademia-italiana-sportiva.com.

Ti consigliamo di essere presente almeno al primo allenamento. Vedere come si lavora è il modo migliore per fidarsi, o per fare domande.

Il tesseramento per i minorenni

Élite Performance Studio è il nome delle attività di preparazione atletica di Accademia Italiana Sportiva SSD ARL, società sportiva dilettantistica affiliata CSEN (n. 77539). Tutte le attività sono riservate ai tesserati, anche per i ragazzi.

Il tesseramento viene prima di tutto, comprese la valutazione iniziale e il primo allenamento. Per un minorenne la domanda la firma un genitore, in sede, con un documento e il certificato medico richiesto per l'attività sportiva. Trovi tutti i passaggi nella pagina sul tesseramento.

Da dove partire

Molte famiglie arrivano da Iolo, Galciana, Mezzana, Coiano, Narnali, Tavola o San Giusto, altre da Montemurlo, Vernio, Carmignano, Calenzano o Campi Bisenzio. Le domande sono quasi sempre le stesse, e non c'è una risposta valida per tutti.

Se vuoi capire da dove partire per tuo figlio o tua figlia, scrivici. Ti spieghiamo come lavoriamo con i ragazzi, cosa faremmo nel suo caso e quanto tempo richiede, prima di qualsiasi decisione.

Domande frequenti

A che età è giusto iniziare la preparazione atletica nel calcio?

Un lavoro sul movimento ha senso già da bambini, purché sia fatto di giochi e coordinazione. Il lavoro più strutturato, con la forza, arriva per gradi dopo i 12-13 anni e dipende dalla crescita del singolo ragazzo più che dalla data di nascita.

Mio figlio ha male al ginocchio o al tallone dopo le partite: devo preoccuparmi?

Nei ragazzi in crescita sono fastidi frequenti, ma non vanno mai dati per scontati. Il primo passo è il pediatra o il medico dello sport, che può capire cosa c'è e indicare come comportarsi con allenamenti e partite.

Quante ore di sport a settimana sono troppe per un ragazzo?

Un'indicazione spesso citata dai medici dello sport è non superare, in ore di sport organizzato a settimana, il numero degli anni del ragazzo, e lasciare almeno uno o due giorni liberi. Conta anche come sta: stanchezza continua e dolori sono segnali da ascoltare.

Per un minorenne serve il tesseramento?

Sì. Tutte le attività di Élite Performance Studio sono riservate ai tesserati di Accademia Italiana Sportiva SSD ARL, affiliata CSEN. Per i minori la domanda di tesseramento la firma un genitore, in sede, prima di qualsiasi attività.

Chi posso contattare per la tutela di mio figlio?

Accademia Italiana Sportiva ha un Safeguarding Officer, la figura che si occupa della tutela dei minori. Puoi scrivere a safeguarding@accademia-italiana-sportiva.com per qualsiasi dubbio o segnalazione.

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